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La società, per come si è messa, è sbagliata. E’ sotto gli occhi di tutti che noi giovani siamo vessati, castrati, chiusi in un angolo e messi in isolamento, lobotomizzati a dosi di Lucignolo & Grandi Fratelli & Amici & X-Factor.

Ridicolizzati, vittime di ogni sorta di esperimento(sempre finito male a spese nostre):
- passaggio all’euro (una casa che valeva 100 milioni di lire ora vale 120000 euro)
- riforma del mercato del lavoro (precariato, inserimento a passo di tartaruga, livellamento delle retribuzioni verso il basso)
- riforma dell’università (un ingegnere, un dottore, ma anche solo un geometra fino a 20 anni fa uscito dall’università aveva il tappeto rosso, ora ci prendono a schiaffi)
- globalizzazione(finora ho visto solo il lato negativo, se si ripresentasse l’occasione del G8 di Genova, da che parte stareste adesso?)
- crisi dei mutui e caro affitti (vabbè se voglio sostenere un mutuo devo come minimo trovarmi una donna e smezzarlo dunque il matrimonuo diventa una società di Mutuo soccorso)(peggio se voglio sostenere un’affitto, devo rivolgermi, qua saranno quasi triplicati)
- crisi economica globale (beh, se è a rischio anche quel poco che ho in banca…)
- crisi economica globale 2: licenziamenti (cioè, fatemi capire, dopo averci fatto tribolare anni con contratti farsa ora siamo i primi a essere a rischio?)

Manca solo più che perda entrambi i testicoli così saremo anche impossibilitati nel riprodurci e generare altri inutili ggiovani!
Io non potrò mai comprarmi una casa da solo con le mie forze.
Io non potrò andare in pensione con una pensione decente.
Io ho pagato e mi sono forse sacrificato di più della generazione precedente, ma per come è messa la società, otterrò di meno.
Io non potrò mai avere spazi per comunicare o fare qualcosa attivamente per cambiare la situazione, ogni poltrona è già occupata.
Non vorrei parlare di rivoluzione, ma l’opera più complicata e più urgente da mettere in piedi è una forma di equità generazionale che ci allontani dall’esplodere.
Perchè qua, ce ne stiamo accorgendo sulla nostra pelle, ce la stanno mettendo nel culo da troppo, troppo tempo.

A Cofete c’è una bisa…

Si arriva da una stradina sterrata. La strada è a strapiombo lungo una serie di pendii vulcanici, stretta che non ci passano due macchine. Da lontano Cofete sembra un'accampamento, niente altro che catapecchie e capre che brucano. Poi un bar in un container di lamiere e quel vento che fischia sempre.
Un tipo ci fissa col binocolo da lontano.
Non so se qua arriva l'elettricità e mi chiedo se c'è l'acqua potabile, ma io qui vorrei passarci i mesi. A vedere le onde e quella corrente là sotto che non ti lasciano neanche avvicinare.
Il posto più inospitale e selvaggio del mondo forse è il più bello.
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