A Cofete c’è una bisa…
Si arriva da una stradina sterrata. La strada è a strapiombo lungo una serie di pendii vulcanici, stretta che non ci passano due macchine. Da lontano Cofete sembra un'accampamento, niente altro che catapecchie e capre che brucano. Poi un bar in un container di lamiere e quel vento che fischia sempre.
Un tipo ci fissa col binocolo da lontano.
Non so se qua arriva l'elettricità e mi chiedo se c'è l'acqua potabile, ma io qui vorrei passarci i mesi. A vedere le onde e quella corrente là sotto che non ti lasciano neanche avvicinare.
Il posto più inospitale e selvaggio del mondo forse è il più bello.