Omar rodriguez Lopez è un grande. Da chitarrista degli At the Drive-in mi ha rallegrato la giovinezza. coi Mars Volta è venuto fuori il suo genio, quelle lunghe cavalcate neo-progressive da trip di acido sono perle nel panorama musicale. Vederli dal vivo poi è come rituffarsi in un altro decennio, con Cedric Bixler che saltella come un ossesso arrivando con la voce a tonalità assurde. Poi il batterista è una veria furia, forse il migliore in circolazione. L’ingresso sul palco di Omar poi è come la venuta del messia, si piega sulla chitarra e si lascia avvolgere dalle note, come se lo strumento fosse una parte di sè, un’appendice naturale del braccio.
Lo accostano a Frusciante, io ci vedo Santana, sarà per il sangue indio, per i riccioli. Da autodidatta e visionario da un pò di tempo si è messo a rilasciare album come se piovesse. Come Picasso attraversa i suoi periodi, abbiamo il periodo electro, il periodo Amsterdam, le collaborazioni e i rumorismi sperimentali, il lavoro del nostro è come una serie immensa di installazioni sonore. Opere rock. Opere post. Decostruzioni che il più delle volte finiscono messe assieme negli album della banda madre.
Siamo a 12 album in 4 anni.
Più 5 Mars Volta e più due colonne sonore.
Pensavo che i Motorphsyco fossero gli sforna album più prolifici del pianeta, mi son dovuto ricredere.